le liete nuove come involucri del disastro

* apprendo con gaudio: nel 2009 uscirà The Moon And Serpent Bumper Book Of Magic, di Alan Moore e Steve Moore: verso la fine di questa pagina, se interessati, potete trovare la press release; in realtà conosco solo una piccola parte delle persone che mi leggono, brancolo nel buio rispetto all’altra, ancor più piccola, parte: e chiedo: conoscete Alan Moore? al di là delle informazioni e bibliografia base, qui trovate una lunga intervista, relativamente recente; dopo, ma forse è meglio prima, un giro su youtube;

* una parte del gaudio: vado assemblando da anni un progetto simile, almeno nella forma (con chi ne ho già discusso: parlo del lanciafiamme); ma visto che ogni nuova tecnologia di registrazione, per così dire, che incontro sulla mia strada finisce per ampliare la stesura, piuttosto che facilitarla, dubito che possa vedere la luce nel 2009: e nemmeno nel 2011: e non si finisce mai d’imparare; e non si finisce mai di percepire complicazioni nell’ambiente che avviluppaci. proprio ieri pensavo d’esser giunto ad un momento di relativo equlibrio tra dispendio energetico, pressione endodemonica, routines robotiche e figuri che, ahimé, diurnamente mi rompono i coglioni: e invece no: con una pennellata abbastanza decisa s’è palesato ai miei occhi un nuovo calligramma: così, s’apre una ulteriore nuova fase lavorativa: e sono quasi arrivato al culmine dei cicli dedicabili: sembra di vivere in un film di Malick costantemente interrotti da spot di finanziarie e trailer di reality.
e on the top of that, enormi problemi d’ordine mercuriale tra me ed una periferica ed i supporti che questa dovrebbe trovarsi in grado di gestire: l’ideale per ore e ore di svago e sereno divertimento.
e pensavo di non farcela ad annotare niente, oggi: ma mi trovo in quel momento del mattino quando la caffeina dà tremori e i nervi ululano a powerline e la casa è troppo piccola, e non riesco ad installarvi un sacco da pugile da nessuna parte ed allora picchio sulla tastiera più o meno con lo stesso scopo.

* perché ci si confonde, ci si malcomprende: chi è arrivato qui, ieri, con query wayback machine paolo? perché? perché strapazzare di continuo una seta così lucida? questa qui non è una wayback machine, e nemmeno questa lo è! solo questa è una wayback machine!!! le idee cambiano perché il cervello è una ghiandola ed il buffer decresce di pari passo con lo span di attenzione! posso rimandarvi, rimandarvi, rimandarvi di continuo alla prima quote che si legge nella sidebar???

* e tra l’altro Unfolded Origami non esiste più: dopo anni sono riuscito a rintracciare l’autore, e gli ho chiesto il perché della scomparsa: e mi ha spiegato: e mi ha detto che tornerà. è solo la rete ad avere questa memoria, non le persone. possiamo vivere tranquilli. la rete non è una ghiandola, è solo un computer, che gestisce cassetti, che nessuno aprirà;