postilla alla rescissione dell’insula

* dietro gli eventi, dietro gli accaduti ed i fatti ci sono i perché. per giorni interi non riesco a mandare nemmeno un telegramma; pondero di recidere ogni traccia e legame ed abbandonare il lifestream all’avvizzimento e futura sterpaglia poi polvere: cut su tutte le nostre belle famigliole e networks, cut sul thump thump delle finestrelle im, cut anche sul cenno distratto del capo mentre cammini in strada;

* l’eziologia dello specifico in esame prevede il suo share di guizzi inconsulti: adesso ci sono duecento pixel di bianco per le query, ma se ci scrivi una bestemmia con buone chances potrò leggerla nei log dei referrer: una regressione è magica quanto un’insurgenza? cosa sappiamo di preciso a riguardo, a chi possiamo chiedere per ricevere esaustive delucidazioni? quel poco già in nostro possesso sa fare qualcosa di diverso dal raggruppare la gramigna in fasci diseguali?
nel frattempo pingpongo da una stanza all’altra e in ognuna d’esse mi denudo sotto analitici sguardi e palpazioni d’organi ignoti e va avanti per giorni e non finisce mai più ed ho in cuore un male, e mi propongono chirurgia, ultravioletti, ma vado in slide per sempre e non riesco a non pensare agli infrasuoni, e a tutti gli scripts che lanciano. le notti s’apicano oav su binari di bubblegum e nebbia, si scende al mattino in pozzanghere appena senzienti.

* rimane insito nel planning del tuo castello l’ingranaggio che lo disfa per intero sfilando una singola pietra da un muro. il più delle volte sono un uomo che fuma confuso allo sfondo ed in ombra ma assieme al male, nel cuore, non c’è terrore alcuno.
fanne quello che vuoi. grasse le chances del vado heisenbergando tutto compreso come cruise puntato alle uova del tuo piccolo prezioso paniere. ma no: nuoto a narvalo nel memeplex simbolista dei rebus, contratto tra numeri di catalogo come soli hint. il moleskine diventa una busta del vomito e s’assurge a reliquia dell’era pre-low cost: e non questa la giungla che avevo in mente, resta la protesta ma non mi avrete così facilmente.
il fiume sulla quale riva andavate attendendo cadaveri è secco, nel letto del suo sconforto nulla fluisce più.