xxxv.

. gli agguati

in sempiterno ascendere aracne sperticato un declamo prode,
soffiata siringa in sfrenato rito,
appesa in dubbio lungo rimandi ascosti per magre due stolte lune,
annali di calende:

stellato kernunnos, assiso satrapo satirico in comatoso zenith, miasmatico pneuma:
d’ emetici arsi olii programma giù confino fortezze, nemesinvade, battuto rilievo da sclerotizzate capre;
sereno monte privo lemma di scolpito marmo, sancito,
levità geodesica d’un viaggio a vuoto;