7.22 a.m: imprendibile arco parabola con termine costellazionista: spin di galassie, buchi neri al centro come fulcri del piatto. universo una dj convention, round one: fight! e come tale dj appesi ed uccisi, drum machines nei trainers, ognuno che danza al proprio osseo percosso ritmo e.
torniamo al punto di partenza.
7.23 a.m: in abitativo settore, contr’unica finestra lì piano cucina ove formiche, briciole, concretocorallina caffettiera, cucchiai e lame, un qualche grano di zucchero. il sole su di, primo, già caldo. svegliato nudo, starry eyed, strusciato passi con nervi howler, ore dopo rimembrando il glamour di Orfeo (cfr. Simile ad un nume, op.cit. di continuo, circa 1992, o 3, o 4) e quante cose cangiano nel transito, con innegate bestemmie. ma niente come nausea: piuttosto un abbracciar taoista del poco freddo temperante percepito, follicoli irti a trincea, anaconda in gola spittata a nemesi, e prima o poi, e purtroppo non ora.
primo ricorrere di log nelle stive delle navi da schiavi.
1.54 a.m: (incerto, chiedere a L per conferma una volta sveglia) esperimento quasi al termine che esentami da caffeina per trancio posteriore e rilevantissimo del giorno. domare tentato d’endodemoni tramite ricerca esclusiva del propellente, fallito quasi, ed io che riponevovi speranze ampissime. risveglio da un sogno della minchia ove qualsiasi livello ipotetico implicato discorsivamente diviene implicitamente ed immediatamente effettivo: nella zona negativa del nostro tugurio s’aggirano umani assortiti a cazzo e schermati in mashups, ogni individuo almeno altri tre in spettacolare display d’insiemistica comportamentalista. costante, l’opera: prom queens nel bagnoloto frattale in prolungato getting ready, televisore che fluttua in aria e breve alterco sul modo proprio d’osservarlo e un processo in corso, e s’osserva una luna cartoon, con faccia, sferiche gote, maligno esprimere, e canta anch’ella. sesplomanticimante radianti. minuti dopo un dramma epico snodo verso collezionisti conto terzi d’appunti presi su scontrini, cartacce e via dicendo poiché un giorno potrebbero, in un docudrama per la tv, e lo spavento e l’orrore e (questa parte, devo dire, mi sfugge) per le cose che cambiano nel tempo. risveglio per urla, altrui, ove tutto silente.
2.06 a.m: descrivendo cielo ove mentovata luna recall totale di trascorso cluster onirico, circa heydays dei novanta. così steampunk che gli alieni arrivavano in dirigibili, a flotte.
10.29 a.m: mai rimembrato prima di. twitches periferici, malick al suo primo hentai e copia inviata in query a correre estatica e algida in dette cave e mai reintegrata.
per cercare cos’altro resta.
e mentre ognuno discorreva dei propri sogni in 7:06 p.m: io me ne andavo fuori, al sole, tacendo annali e metamorfosi e marginali nobodiadi, evitando di postare su twitter le ennesime considerazioni sul posto di lavoro al momento interpretato come rappresentazione gestaltica d’angoscia in nocciuolo, salvando comunque il testo tra altri 3kb di unshared, foraggiati al proprio shoggoth tramite delete all, are you sure? la prossima volta che chiede.
ㄡㄢ ㄜ: dirimpetto idroponico effuso radiazione solare su scroto. cedere tutto e tutto definitivamente abbandonare per pensieri vapore nell’ora in cui detto sole cremisi. dichiarato per sempre margine d’esso stesso, fuor persona, groppa cammello in zenith di deserta landa e l’augoeides un fruscio ininterrotto, come una doccia.
dichiaro qualsiasi maledizione centripeta completamente inefficace e rido.
finale inaspettato.
continua a scrivere con le dita legate. vedrai.
gioverà enormemente.
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This entry was posted by Paolo Ippoliti on Thursday, May 17th, 2007, at 11:16 am, and was filed in Confine Barionico.
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