* so già che non durerà abbastanza a lungo per fare una differenza: ma pensavo di riorganizzare tutte le tracce di presenza sparse in giro nel corso degli ultimi anni in a senseful whole. pienamente convinto a questo stadio che ne verrà fuori un senseful hole ma comunque.
* apparentemente vengo pagato per compilare un manuale. nel contratto non lo trovo scritto da nessuna parte ma non è l’unica informazione che manca. il client che sto usando per postare non supporta le tastiere italiane, o forse il problema è un altro ed il client che sto usando non supporta me. tenendo conto dei misdigiti più comuni m’immergo in un roboante pianeta di roblemi, clinet, differena. il cervello sembra fermo e le dita artritiche.
* ho aggiunto una cazzata alla sidebar dopo mesi di non indulgere. ma marca fumetto e non volevo resistere. il cervello sembra artritico e le dita ferme. ho una tosse del cazzo dalla notte di lunedì.
* agghiaccianti segnali fantasma, sempre da lunedì in poi. io non amo lasciare questioni in sospeso, poi invecchiando me ne curo meno e dunque. non mi devo distrarre. letto sul primo caffè reports di genti che consumano miscele di carbonio e ossigeno, su dosenation, via ellis. peggio di sniffare escrementi fermentati negli slums, penso. peggio per questioni di alternative praticabili.
* l’unica domanda possibile: what really happened?
* ed in che anno. in che giorno, anche. mi avvedo durante il servizio di ieri che tra le cose non scritte dai giovani romanzieri italiani fa bella mostra di sé il ********, ed anche la *** *** *** ******** * ******. del resto, come potrebbero figurare? enorme rush nell’averli ignorati tutti, in blocco, negli ultimi due anni. quanta impossibile serenità, bordering on messianic.
* la scena rilascia poco quest’oggi. cresce la sfilza dei network abbandonati. sono finalmente libero, dibattuto tra oasi e loculo. vieppiù in shards of terror per mai più propositivo.
* tosse del cazzo, via in farmacia. adesso dimostrami che ho scritto una cosa meno interessante. o che hai ragione dove altri hanno torto.
* dove altri hanno tortore. come quell’impossibile anfratto prealbare di mille anni fa, dove imboccavo con sacchi di pane e sull’uscio un trattenersi, luce in cielo indicata ad altri, e lo vedi, eccoli, mò che ariveno senti tu e
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This entry was posted by Paolo Ippoliti on Wednesday, January 30th, 2008, at 12:40 pm, and was filed in AnarcoVapore, Non la mia voce.
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