Erimos?

Posted on March 20th, 2008 in La Polvere

la prima entry che google restituisce digitando Erimos porta al sito d’una così nominata casa farmaceutica, dedita alla scoperta, sviluppo e ricerca di molecole terapeutiche in grado di trattare il cancro. La Erimos, apparentemente, detiene diritti esclusivi d’utilizzo di un portfolio di tali molecole. nel settore del sito che spiega il modus operandi dell’azienda, un’animazione ci illustra il ciclo generativo delle cellule cancerose e l’azione delle molecole antagoniste che la Erimos tratta, che praticamente bloccano l’azione dell’inibitore proteico che impedisce alle cellule cancerose di decadere e morire.

tutto questo c’entra poco con l’Erimos del titolo - anche se in parte sono convinto che, se il cervello mi costringe ad una azione piuttosto che ad un’altra, avrà pure i suoi buoni motivi - un cd, da poco uscito per Digitalis, che coinvolge due miei amici in collaborazione con una figura storica della sperimentazione italiana.

della sperimentazione italiana, in realtà, fuorvia abbastanza completamente, ma comunque l’entry di wikipedia su Maurizio Bianchi potrebbe aiutare a spargere un po’ di luce a riguardo; per Hue e Fhievel, invece, meno storia e niente wikipedia.

e soprattutto, basta dettagli, chissene, parliamo del disco: quarantatre minuti di background drone, farciti dalle varie signatures degli individui coinvolti. un disco moderno e formulatico, bilanciamento apparentemente procedurale di quello che già sapevamo. l’impressione che ho ricavato a tratti: i musicisti vengono avanti due per volta, ma probabilmente sbaglio. ed a tratti è proprio lo sfondo ad intrigare di più, come in un vecchio dipinto, quando vai oltre i santi e peccatori in primo piano e scopri un ufo solcare nubi in lontananza, o qualcuno in finestra con espressione ininterpretabile.

ma no: mi viene in mente la carta dell’appeso. nella nuova descrizione questo disco è stato registrato in un giardino pensile, un gigantesco ziggurat erbaceo situato chissà dove e praticabile soltanto sul finire dell’estate: i tre musicisti appesi a turno al ramo più alto d’un ciliegio, con una corda attorno alla caviglia, intorno all’albero quattro speakers intenti in altrettanti flussi mono, rigurgiti perpetui di drones sfilacciati e field recordings di suolo calpestato da scarafaggi, tappeti di pads percepiti intrautero tanti anni prima; e così via, per ore e giorni e settimane e forse anche anni. al termine dei quali le parole terminano, gli attriti cessano di scintillare e sedimentano; come in Sunshine, i tre in silenzio, mesmerizzati da un mondo capovolto.

e poi: anni fa annoveravo tra le mie conoscenze un tipo che, parlando di abitanti di deserti, mi disse che se togli il sangue a uno scorpione e lo rimpiazzi con acqua e sale lo scorpione continua a vivere, senza batter ciglio. curioso come dopo anni, tra tante cose perse o trattenute male, parlando di deserto mi torni in mente proprio questo.

One Response to “Erimos?”

  1. me lo ero perso, caro amico mio.

    be’, che dire se non un grazie infinito? come disse una volta un tale “glad that someone’s listening”.

    un abbraccio,

    hue

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